giovedì 9 luglio 2009

in fondo non è mai andato via

Una calda domenica di luglio, la scorsa. E’ tornato. Ci aveva avvertite la sera prima. L’ho aspettato tranquilla, sorprendendomi. Come se i due anni di silenzio non fossero contati nulla, spariti. Ho sobbalzato solo quando ho sentito il rumore metallico del campanello del citofono.
Fichi&uova è stata la prima ad aprire la porta, gli è corsa incontro, travolgendolo, incurante dei mazzi di fiori che gli riempivano le mani.
Poi l’imbrattatele, gioiosa e ingombrante come al solito, un cavallo imbizzarrito.
Infine noi.
Ostento sicurezza, un goccio di spavalderia, invece vorrei sommergerlo di baci.
E’ inebriante essere lì, uno di fronte all’altra.
Si riempie di odori, di immagini, di sorrisi.
Tira fuori una macchina fotografica, scatta scatta scatta, come se volesse catturare anche le emozioni, fermarle in un obiettivo.
E’ stato pranzo, è stato lago, è stata cena, sono stati i corti della pixar portati per loro.
E’ stata dolcezza, è stato un discorso mai finito.
Vivo sospesa da domenica.
F&u e l’imbrattatele si rallegrano quando il telefono suona, sono più tiepide quando chiama il loro papà, mi sorprendo due volte.
Io sorrido al primo squillo.
Guardo e riguardo i suoi ultimi lavori, le presentazioni ad immagini a corredo di alcuni libri.
Quello dei numeri primi mi commuove, penso che per due anni anche noi siamo stati due numeri primi. Accarezzo il suo libro, il suo nome in copertina.
Dentro ogni storia ci siamo noi, ora siamo ciclisti, ora soldati, ora autistici, ora squartatori.
Nessuna cellula neoplastica.
La paura lo ha riportato nella mia valle, lo ha immerso nei colori del mio territorio.
Spero che resti, anche se so che in fondo non è mai andato via.

1 commenti:

the muffin woman pat ha detto...

a chi lo dici...

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